Il tema della mediazione familiare è particolarmente importante per tre principali motivi:
- La mediazione rimette al centro le persone in gioco;
non è un intervento sostitutivo, non è un intervento assistenziale, che si fa sopra le persone coinvolte,
ma mette al centro i veri attori: le persone implicate nella separazione, la coppia, recuperando le loro
risorse, le loro capacità di adattamento, etc.;
è quindi un intervento promozionale, positivo, non necessariamente riparatorio o sostitutivo delle
responsabilità delle persone; qui c’è un soggetto non c’è un utente passivo;
- La mediazione sottolinea in modo particolare le responsabilità genitoriali,
che è uno dei punti nevralgici delle qualità del familiare
in tutte le famiglie contemporanee, non solo delle famiglie separate.
In altri termini, dall’esperienza di aiuto "promozionale" ai genitori separati
deriva una maggiore comprensione delle difficoltà e dei bisogni
che anche nelle famiglie "non separate" i genitori sperimentano
di fronte al compito educativo verso i propri figli;
- La terza variabile è l’esistenza di una possibile "opzione positiva" sul conflitto, cioè la possibilità
- anzi, la necessità - di maneggiare il tema del conflitto, anche in una situazione complicata, anche in
una situazione conflittuale dentro un percorso di recupero di nuove responsabilizzazioni.
Inoltre dentro la mediazione familiare, dentro la famiglia c’è la ricomposizione dell’individuo col territorio
e quindi da questo punto la funzione del Consultorio è quella di offrire un servizio e di elaborare strategie
di intervento tali da assumere la famiglia non come isolata nel contesto sociale, ma come uno degli
strumenti insieme ad altri strumenti - quelli pubblici - per fare un intervento legato all’obiettivo di garantire i
diritti di cittadinanza a tutti, e ovviamente di intervenire in questo difficile rapporto, quello fra genitori
e figli e quello fra uomo e donna, in caso di separazione o di divorzio.